Cultural diversity

Cosa si intende con cultural diversity?

Con il concetto di cultural diversity si intende il principio che riconosce e legittima le differenze culturali, favorendo l’esistenza, la coesistenza e l’interazione fra culture diverse.

Sinonimo dl multiculturalismo, la cultural diversity implica pertanto il contatto tra diverse lingue, gruppi etnici, religioni, espressioni, valori e gastronomia. 


Il concetto è nato per riferirsi alla varietà della società umana del nostro pianeta e, per ricordarne l’importanza, nel 2001 viene stabilito dall’assemblea generale delle nazioni unite il World Day for Cultural Diversity for Dialogue and Development (Giornata mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo). Il giorno dell’anno istituito dall’UNESCO è il 21 maggio. 

La cultural diversity è iniziata come un processo lento che, con il passare degli anni e lo sviluppo delle attività umane, ha preso una velocità inarrestabile. 

Oggi infatti la diversità culturale è ovunque e ha permesso nel mondo lo sviluppo di importanti relazioni internazionali a livello politico, economico e sociale. 

Esempi di paesi con una grande diversità culturale sono la Cina, il Brasile, gli Stati Uniti, il Messico e l’Australia.

Attraverso questo concetto si possono apprezzare maggiormente le diverse espressioni culturali di una città, di una regione, di una nazione, che a loro volta sono state modificate o influenzate nel corso del tempo da altre espressioni culturali.

É possibile interpretare la cultural diversity sulla base di queste azioni:

  • riconoscere la presenza di una larga quantità nel mondo di culture esistenti 
  • rispettare le differenze altrui 
  • riconoscere che tutte le espressioni sono valide 
  • celebrare le differenze culturali 

L’inglese nella cultural diversity

Proprio a favore delle diversità nel mondo a livello culturale e linguistico, vi è sicuramente il bisogno di una lingua universale in grado di unire regioni, nazioni e continenti per farli dialogare e collaborare. 

La lingua più adatta per agevolare quindi il processo di cultural diversity è sicuramente l’inglese. 

Perché proprio l’inglese?

Prima di tutto bisogna tener conto che nel mondo più di un miliardo di persone parlano inglese come seconda o terza lingua. Gli ambiti nei quali è più utilizzata sono il mondo degli affari, dei viaggi e delle relazioni internazionali. 

I paesi in totale che la riconoscono come lingua ufficiale sono più di 50 e come tale è presente in almeno un paese di ciascun continente. 

Si classifica quindi essere la prima lingua al mondo.

A causa di queste ragioni l’inglese viene quindi legato ormai da diversi anni al concetto di cultural diversity, poiché visto il suo largo utilizzo, è in grado di creare contatti tra diversi paesi, diffondere conoscenza e espressioni culturali.

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